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Yandex svende le sue azioni in Russia per 5,2 miliardi di dollari

  • Pubblicato:
    05 Febbraio 2024, 14:44
  • Aggiornato:
    05 Febbraio 2024, 14:44
Lorenzo Ricciutelli
Yandex svende le sue azioni

Yandex, la società sovente equiparata al Google di Russia, ha concluso la vendita delle sue attività interne a un valore considerevolmente ridotto.

Fonti di Bloomberg rivelano che il colosso di ricerca e servizi, ora con quartier generale nei Paesi Bassi, ha alienato le sue operazioni russe per un importo di 475 miliardi di rubli, equivalente a 5,2 miliardi di dollari, sotto forma di contanti e partecipazioni azionarie.

L’acquisto vede coinvolti il gruppo manageriale dell’azienda, Lukoil — la principale compagnia energetica russa — e l’affermato imprenditore russo nonché ex dirigente di Gazprom, Alexander Ryazanov, tra gli altri. Questo passo permette a Yandex di sganciarsi dalle sue radici russe e di navigare verso orizzonti di crescita e collaborazioni internazionali meno ingessati dalle sanzioni imposte alle entità con connessioni russe, in seguito all’invasione dell’Ucraina.

Dallo scoppio del conflitto, Yandex ha dovuto fronteggiare ripercussioni di rilievo, come la sua esclusione dal Nasdaq. Arkady Volozh, il fondatore, si è visto imporre sanzioni dall’Unione Europea nell’estate del 2022, in conseguenza dell’accusa mossa all’azienda di favorire la propaganda russa. La risposta di Yandex non si è fatta attendere, con la cessione del proprio servizio di aggregazione delle notizie e una condanna esplicita della guerra da parte di Volozh.

Le indiscrezioni riguardo alla volontà di Yandex di recidere i legami con la Russia hanno iniziato a circolare verso la fine del 2022. In quel frangente, l’azienda sembrava accerchiata dalle sanzioni e priva di una via d’uscita per espandere i propri progetti senza il sostegno della tecnologia occidentale. Tuttavia, dopo un anno e mezzo di negoziazioni con il Cremlino — un iter necessario per l’approvazione — Yandex NV ha ottenuto il permesso di distaccarsi dalle sue attività russe. La transazione si è conclusa con uno sconto minimo del 50%, una condizione imposta dal Cremlino quando il paese in cui la società è registrata — i Paesi Bassi, nel caso di specie — è considerato “non amichevole”.

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Lorenzo Ricciutelli
Lorenzo Ricciutelli
Fondatore e autore di Techdot. Vivo da sempre con un’amore sfrenato per l’informatica e la tecnologia. Homo sanza lettere, discepolo della esperienza. Nel tempo libero sono un imprenditore digitale.