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Schermo olografico: Cos’è e come funziona

schermo olografico cos'è e come funziona
  • Pubblicato:
    19 Febbraio 2024, 11:08
  • Aggiornato:
    19 Febbraio 2024, 11:08
Lorenzo Ricciutelli

Nell’immaginario collettivo, gli schermi olografici sono stati per decenni confinati ai confini della fantascienza, apparendo come strumenti avanzati utilizzati in universi futuristici. La realtà però sta rapidamente raggiungendo la fantasia, portando questa tecnologia rivoluzionaria nella nostra vita quotidiana.

In questo articolo, esploreremo il mondo affascinante degli schermi olografici: dalla loro definizione, al funzionamento, passando attraverso le applicazioni pratiche e le prospettive future di questa tecnologia. Scopriremo insieme che cosa rende uno schermo olografico unico nel suo genere, come funziona la magia dietro la creazione di immagini tridimensionali fluttuanti nell’aria, e quali sono le ultime innovazioni in questo campo.

Che cos’è uno schermo olografico

Uno schermo olografico

Gli schermi olografici permettono la proiezione di immagini tridimensionali sospese nello spazio, visibili senza l’ausilio di occhiali speciali o altri dispositivi. Questa tecnologia affascina per la sua capacità di creare rappresentazioni visive estremamente realistiche, rendendo possibile l’interazione con contenuti digitali in modo del tutto nuovo.

La composizione di uno schermo olografico è differente rispetto a quella dei tradizionali display LCD o LED. Al suo cuore, utilizza la luce laser per creare immagini olografiche. Questo processo è basato sul principio dell’olografia, una tecnica fotografica che registra la luce riflessa da un oggetto e successivamente la riproduce per apparire tridimensionale.

Alla base di ogni schermo olografico vi è l’utilizzo di sorgenti di luce coerente, come i laser. Queste permettono di illuminare la scena o l’oggetto da diverse angolazioni, creando un pattern di interferenza che viene registrato su un supporto olografico. La luce laser è fondamentale perché la sua coerenza garantisce che le onde luminose siano in fase tra loro, una condizione necessaria per creare immagini olografiche nitide e dettagliate.

Il supporto olografico è il materiale su cui viene registrato il pattern di interferenza. Può variare da emulsioni fotografiche a materiali digitali avanzati. Quando questo supporto viene illuminato correttamente, riproduce l’immagine tridimensionale registrata, rendendola visibile da diverse angolazioni.

Per creare un’immagine olografica dinamica, gli schermi olografici fanno uso di modulatori spaziali di luce (SLM), dispositivi che controllano la fase e l’ampiezza della luce riflessa o trasmessa. Questi modulatori permettono di aggiornare in tempo reale le immagini proiettate, creando animazioni o visualizzazioni interattive.

Riassumendo, uno schermo olografico si basa sull’interazione complessa tra luce laser, supporti olografici e modulazione dinamica della luce per creare immagini tridimensionali che fluttuano nello spazio.

Come funzionano gli schermi olografici

Il funzionamento degli schermi olografici è possibile grazie alla loro capacità di proiettare immagini tridimensionali che sembrano galleggiare nello spazio, creando un’illusione di profondità e volume senza l’uso di dispositivi aggiunti.

Questo effetto è ottenuto attraverso un processo complesso che coinvolge la manipolazione della luce e la sua proiezione in modo che gli occhi umani percepiscano un’immagine tridimensionale.

I principi fondamentali sono:

Olografia

L’olografia è una tecnica che permette di registrare e riprodurre immagini tridimensionali. A differenza delle fotografie tradizionali che catturano e riproducono solo l’intensità della luce, l’olografia registra anche la fase della luce, ossia il fronte d’onda. Questo permette di conservare l’informazione sulla profondità dell’oggetto ripreso.

Interferenza e diffrazione

Due concetti chiave nell’olografia sono l’interferenza e la diffrazione. L’interferenza si verifica quando due o più onde luminose si sovrappongono, creando un modello di intensità variabile. La diffrazione avviene quando la luce incontra un ostacolo o un’apertura e si disperde in varie direzioni. Gli schermi olografici sfruttano questi fenomeni per manipolare la luce in modo che le immagini proiettate appaiano in tre dimensioni.

Sorgenti di luce coerente

Gli schermi olografici utilizzano sorgenti di luce coerente, come i laser, per illuminare sia l’oggetto che si desidera riprodurre sia il riferimento. La coerenza della luce è fondamentale per mantenere una relazione costante di fase tra le onde luminose, essenziale per la creazione di pattern di interferenza.

Modulatore Spaziale di Luce (SLM)

La componente chiave che differenzia gli schermi olografici da altre tecnologie di visualizzazione è il Modulatore Spaziale di Luce (SLM). L’SLM manipola la luce riflessa dall’oggetto, controllandone fase e ampiezza, per creare un pattern di interferenza che, quando illuminato, riproduce l’immagine olografica. Gli SLM possono essere basati su varie tecnologie, inclusi i cristalli liquidi o i micromirror digitali.

Proiezione dell’immagine

Per visualizzare l’immagine, lo schermo olografico illumina il pattern di interferenza con una sorgente di luce coerente. La luce diffusa dal pattern viene percepita dagli occhi dell’osservatore e, grazie al processo di diffrazione, ricrea l’immagine tridimensionale dell’oggetto originale. Questa immagine può essere vista da diverse angolazioni, offrendo un’esperienza visiva completa e coinvolgente.

Campi di applicazione degli schermi olografici

Gli schermi olografici stanno trovando applicazione in una varietà di settori, ecco alcuni esempi:

  • Pubblicità e marketing: Gli schermi olografici sono utilizzati per creare display pubblicitari tridimensionali che catturano l’attenzione del pubblico in modo unico, rendendo i messaggi pubblicitari più coinvolgenti e memorabili.
  • Eventi e mostre: In fiere, concerti o esposizioni, gli schermi olografici offrono un modo innovativo per presentare prodotti, intrattenere il pubblico o creare scenografie dinamiche e interattive che arricchiscono l’esperienza degli spettatori.
  • Istruzione e formazione: Nel settore educativo, questi dispositivi forniscono una risorsa preziosa per visualizzare concetti complessi in ambiti come la medicina, l’ingegneria o l’astronomia, rendendo l’apprendimento più intuitivo e coinvolgente.
  • Design e progettazione: Architetti e designer utilizzano schermi olografici per visualizzare progetti e prototipi in 3D, permettendo una comprensione più profonda del prodotto finale già nelle fasi iniziali di sviluppo.
  • Medicina e sanità: Gli schermi olografici trovano impiego nel campo medico per la visualizzazione di organi in 3D, assistendo i chirurghi nella pianificazione e nell’esecuzione di interventi complessi, oltre a migliorare l’istruzione degli studenti di medicina.
  • Intrattenimento domestico: Anche se ancora agli albori, l’uso di schermi olografici in ambito domestico per giochi, film e altre forme di intrattenimento promette di trasformare radicalmente l’esperienza utente con modalità di interazione e immersione senza precedenti.
  • Telecomunicazioni: La proiezione olografica potrebbe rivoluzionare anche le comunicazioni a distanza, permettendo conversazioni in tempo reale con ologrammi a grandezza naturale dei partecipanti, rendendo le interazioni virtuali quasi indistinguibili da quelle faccia a faccia.

La versatilità e l’impatto visivo degli schermi olografici li rendono strumenti potenti per coinvolgere e affascinare il pubblico, offrendo esperienze immersive che superano i limiti della visualizzazione tradizionale. Con il progresso tecnologico e la riduzione dei costi, è probabile che l’utilizzo degli schermi olografici si espanderà ulteriormente, aprendo nuove frontiere in svariati campi.

Esempi e stime di costi di uno schermo olografico

schermo olografico costi e come funziona

Il costo di uno schermo olografico può variare in base a diversi fattori come dimensioni, qualità dell’immagine, tecnologia impiegata e complessità del sistema. In generale, gli schermi olografici rappresentano un investimento importante, soprattutto se confrontati con le tecnologie di visualizzazione tradizionali.

Per gli schermi olografici di piccole dimensioni, destinati principalmente all’uso personale o per piccole presentazioni, i prezzi possono partire da poche centinaia di euro e arrivare fino a qualche migliaio. Questi dispositivi offrono un’introduzione relativamente accessibile alla tecnologia olografica, anche se con limitazioni in termini di dimensioni e qualità dell’ologramma.

Al crescere delle dimensioni e della complessità del sistema, il costo aumenta notevolmente. Gli schermi olografici destinati a scopi professionali, come quelli utilizzati in eventi, fiere o installazioni pubblicitarie di grande impatto, possono costare decine di migliaia di euro. Questi sistemi offrono immagini di alta qualità su grandi superfici di visualizzazione, capaci di catturare l’attenzione del pubblico e creare esperienze immersive senza pari.

Per installazioni su larga scala, come quelle impiegate in concerti, esposizioni o grandi eventi aziendali, il costo può ulteriormente salire, raggiungendo cifre nell’ordine delle centinaia di migliaia di euro. Questi sistemi richiedono tecnologie avanzate, inclusi proiettori di alta qualità, sistemi di controllo sofisticati e materiali speciali per la proiezione, oltre a un’accurata pianificazione e installazione.

È importante considerare che oltre al costo iniziale di acquisto o noleggio dello schermo olografico, possono sorgere ulteriori spese legate alla manutenzione, all’aggiornamento del software e alla creazione di contenuti olografici personalizzati, che richiedono competenze specifiche e possono incidere sul budget complessivo.

Come costruire uno schermo olografico fai da te

Costruire uno schermo olografico fai da te è un progetto entusiasmante che può essere realizzato con una spesa relativamente contenuta e alcuni materiali facilmente reperibili. Sebbene non possa competere in termini di qualità e dimensioni con i sistemi professionali, un ologramma fai da te offre comunque un’esperienza visiva affascinante ed è un ottimo modo per avvicinarsi alla tecnologia olografica.

Il metodo più accessibile per creare uno schermo olografico fai da te implica l’uso di un dispositivo intelligente come uno smartphone o un tablet e materiali trasparenti come la plastica rigida o il plexiglass. Il principio di base consiste nel tagliare il materiale trasparente in forme trapezoidali che, una volta assemblate, formano una sorta di piramide invertita. Questa struttura viene poi posizionata sopra lo schermo del dispositivo, che proietta un’immagine o un video appositamente progettato per la visualizzazione olografica.

Il passaggio cruciale per il successo di questo progetto è la creazione o la selezione di contenuti adatti. Esistono video o applicazioni progettati specificamente per essere utilizzati con schermi olografici fai da te, che dividono l’immagine in quattro viste distinte proiettate simultaneamente. Quando visualizzate attraverso la piramide di plastica, queste immagini si combinano per creare l’illusione di un oggetto tridimensionale fluttuante al centro.

Per ottenere i migliori risultati, è importante utilizzare materiale trasparente di alta qualità per minimizzare le distorsioni e garantire che le giunzioni della piramide siano il più possibile precise e pulite. L’ambiente di visualizzazione gioca un ruolo fondamentale: una stanza buia o scarsamente illuminata migliora significativamente la qualità dell’ologramma, rendendo l’esperienza visiva più coinvolgente.

Vedremo questa invenzione su smartphone e laptop?

lenovo leak concept laptop trasparente

L’integrazione della tecnologia olografica in dispositivi come smartphone, iPhone e laptop rappresenta un obiettivo affascinante per il futuro della comunicazione e dell’intrattenimento digitale. Sebbene ci siano state diverse iniziative e prototipi che cercano di portare la visualizzazione olografica a questi dispositivi, ci sono ancora sfide significative da superare prima che possano diventare una caratteristica standard.

Uno degli ostacoli principali è la complessità e il costo della tecnologia olografica, che attualmente la rende difficile da miniaturizzare e integrare in dispositivi portatili a un prezzo accessibile per il grande pubblico. Inoltre, la creazione di contenuti olografici richiede un approccio diverso rispetto a quello utilizzato per i media tradizionali, il che potrebbe richiedere un periodo di adattamento sia per i creatori di contenuti che per gli utenti.

In ogni caso, ci sono stati progressi promettenti in questo campo. Alcuni smartphone hanno già introdotto funzionalità 3D che, sebbene non siano olografiche nel vero senso della parola, offrono un’esperienza visiva simile senza l’uso di occhiali speciali. Questi dispositivi utilizzano display avanzati e tecniche di tracciamento degli occhi per creare un’illusione di profondità, suggerendo che il passo verso la vera olografia potrebbe non essere così lontano.

Per quanto riguarda i laptop, l’integrazione di schermi olografici potrebbe trasformare il modo in cui li utilizziamo, come avviene ad esempio con i visori di realtà aumentata o virtuale. Immaginare un futuro in cui si possano manipolare dati tridimensionali o avere videoconferenze con ologrammi a grandezza naturale degli interlocutori non è più pura fantascienza. Ma tali innovazioni richiederanno probabilmente un significativo sviluppo tecnologico per diventare realtà pratiche e accessibili.


Lorenzo Ricciutelli
Lorenzo Ricciutelli
Fondatore e autore di Techdot. Vivo da sempre con un’amore sfrenato per l’informatica e la tecnologia. Homo sanza lettere, discepolo della esperienza. Imprenditore digitale.